
“Volevo solo ristrutturare casa”, 3 mesi di reclusione e multa da 309 euro | Passata la legge, da oggi è vietatissimo
Lavori casa – fonte pexels – sicilianews24.it
Occhio a questa nuova normativa, bisogna prestare massima attenzione.
La nuova normativa in materia di disturbo alla quiete pubblica non fa sconti: da oggi chi provoca rumori ritenuti “intollerabili” rischia fino a tre mesi di reclusione e una multa di 309 euro. Una stretta importante che trasforma ciò che prima era considerato solo un fastidio in un vero e proprio reato, punibile penalmente se a essere disturbato è un numero indeterminato di persone.
Ma quando un rumore diventa davvero reato? Il parametro di riferimento è quello della “normale tollerabilità”, come stabilito dall’articolo 844 del Codice Civile. Non esiste un limite preciso di decibel: il giudizio si basa su criteri oggettivi e sul contesto. Se il disturbo coinvolge l’intero condominio o addirittura l’intero quartiere, la responsabilità penale è dietro l’angolo.
La differenza tra illecito civile e penale si gioca sul numero di persone coinvolte. Se il rumore interessa solo pochi vicini, si ricade nell’ambito civile. Ma se la portata del disturbo è ampia, si configura un reato. È il caso di ristrutturazioni eseguite in orari inappropriati o con strumenti particolarmente rumorosi, che turbano la tranquillità collettiva.
Anche un gesto apparentemente innocente, come usare un trapano in orario serale, può far scattare una querela. E a quel punto il Pubblico Ministero può avviare un’indagine, con la possibilità di processo e condanna. Non serve l’intenzionalità: è sufficiente aver creato disturbo in modo oggettivo.
Nessun limite di decibel: decide il giudice caso per caso
Il legislatore ha voluto lasciare al giudice la valutazione dei singoli casi. Contano l’intensità, la durata, la frequenza e l’orario del rumore, oltre al contesto urbano.
Un aspirapolvere alle 11 del mattino sarà valutato diversamente da un martello pneumatico alle 23.
Ristrutturare – fonte pexels – sicilianews24.it
Criteri oggettivi e attenzione alle abitudini del quartiere
Non si tiene conto delle esigenze soggettive: la soglia non cambia se il vicino è un neonato o un anziano. Il metro di giudizio resta quello dell’uomo medio, con le sue normali esigenze di riposo.
Il rischio, da oggi, è concreto anche per chi “voleva solo ristrutturare casa”.
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